[Argomento]   Agoni musicali di Alessandro Magno a Tiro (Fenicia)

[Fonte]            Flavius Arrianus, Alexandri Anabasis III 6, 1

[Periodo]         350–300 BC (331 a.C., primavera avanzata, fine aprile/inizio di maggio)

[Testo]

III 6. 1. Ἀλέξανδρος δὲ ἅμα τῷ ἦρι ὑποφαίνοντι ἐκ Μέμφιος ᾔει ἐπὶ Φοινίκης· καὶ ἐγεφυρώθη αὐτῷ ὅ τε κατὰ Μέμφιν πόρος τοῦ Νείλου καὶ αἱ διώρυχες αὐτοῦ πᾶσαι. ὡς δὲ ἀφίκετο ἐς Τύρον, καταλαμβάνει ἐνταῦθα ἧκον αὐτῷ ἤδη καὶ τὸ ναυτικόν. ἐν Τύρῳ δὲ αὖθις θύει τῷ Ἡρακλεῖ καὶ ἀγῶνα ποιεῖ γυμνικόν τε καὶ μουσικόν. 2. ἐνταῦθα ἀφικνεῖται παρ’ αὐτὸν ἐξ Ἀθηνῶν ἡ Πάραλος πρέσβεις ἄγουσα Διόφαντον καὶ Ἀχιλλέα· ξυνεπρέσβευον δὲ αὐτοῖς καὶ οἱ Πάραλοι ξύμπαντες. καὶ οὗτοι τῶν τε ἄλλων ἔτυχον ὧν ἕνεκα ἐστάλησαν καὶ τοὺς αἰχμαλώτους ἀφῆκεν Ἀθηναίοις ὅσοι ἐπὶ Γρανίκῳ Ἀθηναίων ἑάλωσαν. 3. τὰ δὲ ἐν Πελοποννήσῳ ὅτι αὐτῷ νενεωτερίσθαι ἀπήγγελτο, Ἀμφοτερὸν πέμπει βοηθεῖν Πελοποννησίων ὅσοι ἔς τε τὸν Περσικὸν πόλεμον βέβαιοι ἦσαν καὶ Λακεδαιμονίων οὐ κατήκουον. Φοίνιξι δὲ καὶ Κυπρίοις προσετάχθη ἑκατὸν ναῦς ἄλλας πρὸς αἷς ἔχοντα Ἀμφοτερὸν ἔπεμπε στέλλειν ἐπὶ Πελοποννήσου.

[Traduzione]

III 6. 1. All’inizio della primavera, da Menfi Alessandro andò in Fenicia. Per il passaggio del Nilo e di tutti i suoi canali a Menfi furono gettati dei ponti. Quando giunse a Tiro, trovò che la flotta era già arrivata. A Tiro, offrì di nuovo sacrifici a Eracle (cf. Arrian, Alex. Anab. II 24,6) e istituì un agone ginnico e musicale. 2. In quel momento, arrivò da lui proveniente da Atene la navale Paralo che conduceva Diofanto e Achille come ambasciatori. Era unito all’ambasceria tutto l’equipaggio della nave Paralo. Costoro ottennero tutto ciò che erano venuti e, in particolare, Alessandro restituì alla città di Atene gli Ateniesi che erano stati presi prigionieri al Granico (cf. Arrian, Alex. Anab. I 29, 5). 3. Informato che in Peloponneso c’erano fermenti di rivolta contro di lui, mandò Anfotero in aiuto di quei Peloponnesiaci che erano fedeli nella guerra persiana e non prestavano ascolto ai Lacedemoni. Ai Ciprioti e ai Fenici ordinò di mandare cento navi in Peloponneso, oltre a quelle con le quali aveva inviato Anfotero. [trad. it. di F. Sisti]

[Commento]

“All’inizio della primavera” del 331 a.C. Arriano colloca la partenza di Alessandro da Menfi in direzione della Fenicia e non il suo arrivo in Fenicia stessa e nemmeno il suo arrivo nella città di Tiro in specifico. Di conseguenza non si collocano “all’inizio della primavera” nemmeno gli agoni ginnici e musicali per Eracle svoltisi a Tiro sempre nel 331 a.C. Questi devono essere collocati tra fine aprile o primi di maggio e comunque entro la fine giugno del 331 a.C. Per il terminus post quem depongono il lungo percorso che Alessandro deve coprire da Menfi a Tiro, nonché il dato che (cf. Curzio Rufo, Storie di Alessandro IV 8, 9-16) Alessandro partì per la Fenicia per via delle ribellioni in Samaria, verso cui si diresse quanta maxima celeritate potuit (Curzio Rufo, cit. IV 8, 10). Per il terminus ante quem, invece, decisivo il dato che Alessandro, provenendo da Tiro, si trovi ad aver attraversato il fiume Tigri già a settembre 331 a.C. (Arriano, Anab. Aless. III 7.6), dopo una tappa intermedia a Tapsaco nel luglio (Arriano, Anab. Alex. III 7.1), quindi rispettivamente due mesi e un mese dopo il soggiorno a Tiro dello stesso 331 a.C.

A Tiro nel 331 a.C. Alessandro fa “di nuovo” sacrifici in onore di Eracle. Il riferimento è ai sacrifici che Alessandro tenne sempre a Tiro già l’anno prima, dopo la presa della città, e sempre in onore di Eracle, identificato con la divinità locale fenicia Melqart (Arrian. Anab. Aless. II 24.6). In particolare ora, al ritorno a Tiro nel 331 Alessandro per la vittoria in Samaria sacrifica sempre a Eracle un cratere d’oro assieme a 30 patere (Curzio Rufo, Storie di Alessandro IV 8, 16: His compositis, Herculi Tyrio ex auro crateram cum XXX pateris dicavit).

A Tiro nel 331 a.C. Alessandro fa svolgere di nuovo anche agoni ginnici. Il riferimento è agli agoni ginnici voluti da Alessandro l’anno prima, nel 332 a.C, subito dopo la presa di Tiro, che si tennero all’intero dell’area sacra del tempio per Eracle, assieme a una corsa con le fiaccole (Arrian. Anab. Ales. II 24.6). Di questi primi agoni ginnici a Tiro del 332 a.C. una conferma è data anche da un’iscrizione trovata ad Anfipoli di Macedonia, databile a poco dopo il 323 a.C., la quale celebra le vittorie proprio in questi agoni ginnici da parte di Antigono Calla, uno degli eteri di Alessandro, nelle discipline della corsa in armi e dello stadio (Iscr. stor. 113 Moretti = Carm. Epigr. Gr. 879 Hansen). Ovviamente, gare ginniche di questo tipo (corsa e stadio), saranno state svolte dai Macedoni a Tiro di nuovo nel 331 a.C., con la partecipazione di nuovo di appartenenti allo stesso esercito di Alessandro Magno.

A Tiro nel 331 a.C. però Alessandro celebra anche gare di tipo musicale. Tale tipo di gare si svolgono questa volta per la prima volta in Tiro. Di solito si identificano queste gare con le gare ditirambiche e tragiche tenute sempre a Tiro e sempre nel 331 a.C. da Alessandro, sulle quali informa Plutarco, Vita di Alessandro 29, 1-6 (ved. scheda dedicata). Tuttavia, i dettagli che Plutarco riporta inducono a pensare a queste gare come invece un evento ben distinto da queste qui in esame. Di queste ultime, del resto, sulla base del testo di Arriano si può essere abbastanza certi che: 1) siano stati agoni musicali (oltre che ginnici) pensati quale ringraziamento per le vittoriose operazioni militari in Samaria, appena conclusesi e subito dopo le quali vengono pensati e collocati gli agoni; 2) siano stati agoni organizzati contestualmente al sacrificio per Eracle/Melqart, divinità di Tiro ma anche di guerra, e unitamente a quelli ginnici, come una sorta di τὰ νικητήρια (sc. ἱερά), per rispondere cioè all’esigenza del momento di una immediata cerimonia di ringraziamento non appena rientrati a Tiro; 3) siano stati pensati nell’immediate vicinanze della cerimonia che era ritenuta necessaria, senza quindi una pianificazione precedente, coinvolgendo quindi anche questa i soldati, gli eteri o altro personale già presente sul posto assieme al contingente di Alessandro.

[Bibliografia essenziale]

Edizioni e commenti: P. A. BRUNT, Arrian, Anabasis of Alexander. Books I-IV, Cambridge, Mass. 1976, 236-239 (traduzione); J.E. ATKINSON, A Commentary on Q. Curtius Rufus’ Historiae Alexandri Magni. Books 3 and 4, Amsterdam 1980, comm. ad loc.; A. B. BOSWORTH, A Historical Commentary on Arrian’s History of Alexander. Vol. I: Commentary on Books I-III, Oxford 1980 (rist. 1998), 278-279 (commento); F. SISTI, Arriano, Anabasi di Alessandro. Vol. I: Libri I-III, Milano 20043 (20011), 214-215 (testo), 476-477 (commento); J.E. ATKINSON, Q. Curzio Rufo, Storie di Alessandro Magno, vol. I (Libri III-V), traduzione di V. Antelami, Milano 20033 (19981), 136-139 (testo), 367-369 (commento); Iscrizioni storiche ellenistiche, testo critico, traduzione e commento a cura di L. MORETTI, vol. II: Grecia centrale e settentrionale, Firenze 1975, 105-107 (iscr. nr. 113); Carmina Epigraphica Graeca, saeculi IV a.Chr. n., edidit P. A. Hansen, Berolini et Novi Eboraci 1989, p. 276 (iscr. nr. 879, con edizione e commento).

Studi: Si rimanda agli studi segnalati per Plutarco, Vita di Alessandro 29, 1-6 (vedi sceda specifica). Gli agoni di cui qui informa Arriano, infatti, sono sempre stati presi in esame unitamente a quelli che descrive il citato Plutarco, in quanto concordemente ritenuti identici gli uni con gli altri. Questo è in contrasto con l’interpretazione qui proposta. Al riguardo, ved. S. DELLE DONNE, “Alessandro Magno e gli splendidi agoni a Tiro”, in Secoli di mezzo. La poesia e la musica greca del IV secolo a.C. Atti del Convegno conclusivo del progetto PRIN 2022 (10-12 novembre 2025, Museo Universitario, Chieti), Urbino 2026, in corso di stampa.

[Parole chiave]

Alessandro Magno, Samaria, Tiro, Agoni ginnici, Agoni musicali, Eracle, Melqart

[Saulo Delle Donne]