[Testo]
1. Εἰς δὲ Φοινίκην ἐπανελθὼν ἐξ Αἰγύπτου, θυσίας τοῖς θεοῖς καὶ πομπὰς ἐπετέλει καὶ χορῶν [ἐγ]κυκλίων καὶ τραγικῶν ἀγῶνας, οὐ μόνον ταῖς παρασκευαῖς, ἀλλὰ καὶ ταῖς ἁμίλλαις λαμπροὺς γενομένους. 2. ἐχορήγουν γὰρ οἱ βασιλεῖς τῶν Κυπρίων, ὥσπερ Ἀθήνησιν οἱ κληρούμενοι κατὰ φυλάς, καὶ ἠγωνίζοντο θαυμαστῇ φιλοτιμίᾳ πρὸς ἀλλήλους. 3. μάλιστα δὲ Νικοκρέων ὁ Σαλαμίνιος καὶ Πασικράτης ὁ Σόλιος διεφιλονίκησαν. οὗτοι γὰρ ἔλαχον τοῖς ἐνδοξοτάτοις ὑποκριταῖς χορηγεῖν, Πασικράτης μὲν Ἀθηνοδώρῳ, Νικοκρέων δὲ Θεσσαλῷ, περὶ ὃν ἐσπουδάκει καὶ αὐτὸς Ἀλέξανδρος. οὐ μὴν διέφηνε τὴν σπουδὴν πρότερον ἢ ταῖς ψήφοις ἀναγορευθῆναι νικῶντα τὸν Ἀθηνόδωρον. 4. τότε δ’ ὡς ἔοικεν ἀπιὼν ἔφη τοὺς μὲν κριτὰς ἐπαινεῖν, αὐτὸς μέντοι μέρος ἂν ἡδέως προέσθαι τῆς βασιλείας ἐπὶ τῷ μὴ Θεσσαλὸν ἰδεῖν νενικημένον. 5. ἐπεὶ δ’ Ἀθηνόδωρος ὑπὸ τῶν Ἀθηναίων ζημιωθείς, ὅτι πρὸς τὸν ἀγῶνα τῶν Διονυσίων οὐκ ἀπήντησεν, ἠξίου γράψαι περὶ αὐτοῦ τὸν βασιλέα, τοῦτο μὲν οὐκ ἐποίησε, τὴν δὲ ζημίαν ἀπέστειλε παρ’ ἑαυτοῦ. 6. Λύκωνος δὲ τοῦ Σκαρφέως εὐημεροῦντος ἐν τῷ θεάτρῳ καὶ στίχον εἰς τὴν κωμῳδίαν ἐμβαλόντος αἴτησιν περιέχοντα δέκα ταλάντων, γελάσας ἔδωκε.
[Traduzione]
1. Tornato in Fenicia dall’Egitto, onorò gli dei con sacrifici e processioni e con gare di cori ciclici e tragici, splendidi non solo per la organizzazione, ma anche per la brama di competizione dei concorrenti. 2. Agirono come coreghi i re di Cipro, proprio come ad Atene quelli che sono scelti per sorte nelle tribù, e la contesa fu condotta con straordinaria emulazione. 3. Particolare risalto ebbe la contrapposizione di Nicocreo di Salamina e Pasicrate di Soli che ebbero la fortuna di fare da coreghi agli attori più famosi: Pasicrate ad Atenodoro e Nicocreo a Tessalo, per il quale parteggiava lo stesso Alessandro, il quale però non manifestò la sua simpatia se non dopo che con la votazione fu dichiarato vincitore Atenodoro. 4. Soltanto allora, a quanto si dice, andandosene disse di lodare i giudici, ma che personalmente avrebbe dato volentieri una parte del suo regno pur di non vedere sconfitto Tessalo. 5. Quando però Atenodoro, multato dagli Ateniesi perché non si era presentato agli agoni dionisiaci, chiese al re che scrivesse loro a sua discolpa, egli non lo fece, ma pagò di tasca propria quella multa. 6. Un’altra volta Licone di Scarfe mentre recitava, a teatro, con successo, inserì nella commedia un verso con il quale chiedeva dieci talenti: Alessandro, ridendo, glieli concesse. [trad. it. di D. Magnino]
[Commento]
Questi agoni si svolgono a Tiro nel 331 a.C. di ritorno da Menfi in Fenicia [Oliva 1993, 94-95; Tritle 2009, 126-127; Le Guen 2014, 252; Vahtikari 2014, 103-105], come gli agoni anche essi musicali di cui riferisce Arrian. III 6, 1 (ved. scheda specifica). I due eventi però non sembrano potersi identificare. Queste gare musicali si svolgono una volta che Alessandro era già rientrato a Tiro (Εἰς δὲ Φοινίκην ἐπανελθὼν ἐξ Αἰγύπτου), cioè durante questo soggiorno, che per altro dovette durare almeno due mesi pieni (per la cronologia, ved. scheda Arrian. III 6, 1), invece le gare precedenti si svolsero al suo rientro a Tiro e subito dopo la spedizione militare in Samaria. Queste gare si presentano come competizioni esclusivamente musicali e svoltesi dopo cerimonie per più divinità, includendo anche processioni, mentre quelle precedenti si svolsero assieme a giochi ginnici, furono solo in onore di Eracle/Melqart e come giochi per la vittoria in Samaria. Del resto, Plutarco qui descrive le competizioni musicali come pensate solo in onore di Dioniso e sul modello delle Grandi Dionisie ateniesi: ci sono processioni (evidentemente prima delle competizioni); si svolgono cori ciclici e quindi performance di ditirambi; ci sono coregi ed anche di un certo prestigio come i re di città di Cipro, tra i quali si citano per nome Nicocreo di Salamina [Heckel 2006, 179-180] e Pasicrate di Soli [Heckel 2006, 193]; intervengono attori famosi di tragedie come Tessalo, il preferito da Alessandro, e Atenodoro, ed anche attori famosi di commedie come Licone di Scarfea. Insomma, al contrario delle precedenti, questa volta le gare musicali dovettero essere organizzate con anticipo e mirando ad un evento di grande prestigio, come in effetti furono grazie alle spese nella loro organizzazione (ταῖς παρασκευαῖς) e allo spirito di competizione (ταῖς ἁμίλλαις) e al senso di emulazione che animò gli artisti chiamati (θαυμαστῇ φιλοτιμίᾳ πρὸς ἀλλήλους) [Oliva 1993, 94-95, 96; Lindsay Adams 2014, 339; Le Guen 2014, 257, 264, 268-269; Vahtikari 2014, 103-105]. E l’importanza di questo evento è data anche dalla fama e prestigio degli attori mandati a chiamare e quindi sotto contratto ora per Alessandro. Da una parte, l’attore tragico Atenodoro: questi prima della sua esibizione a Tiro nel 331 a.C., era stato vincitore alle Dionisie e forse anche alle Lenee del 342 a.C., e successivamente avrebbe vinto alle Dionisie nel 329 a.C.; per altro egli sarebbe ritornato ad esibirsi, ma non in una gara, per Alessandro Magno in occasione delle celebri Nozze di Susa nel 324 a.C. [Heckel 2006, 61; Vahtikari 2014, 103-105, 108-110]. Dall’altra, l’attore tragico Tessalo: prima della sua performance a Tiro, aveva già vinto alle Dionisie del 347 e del 341, nonché alle Lenee del 356 (per la seconda volta), ed anche lui sarebbe tornato ad esibirsi per Alessandro, ma non in gara, alle già ricordate Nozze di Susa nel 324 a.C. [Heckel 2006, 265; Vahtikari 2014, 103-105, 108-110]. Infine c’è Licone di Scarfea: questi, prima di Tiro nel 331 a.C., aveva vinto alle Lenee del 350, e come già Tessalo e Atenodoro sarebbe stato presente alle Nozze di Susa del 324 a.C. [Heckel 2006, 152; Vahtikari 2014, 103-105, 108-110]
Non è possibile determinare né come venne composto i cori né quali testi teatrali vennero messi in scena. Si è però suggerito che i cori fossero composti da persone dell’esercito di Alessandro di educazione greca e quindi capaci di ballare o danzare all’occasione oppure che le opere teatrali fossero state messe in scena senza i cori stessi [Le Guen 2014, 266-267]. I testi, infine, si è suggerito che siano stati tragedie o commedie dedicate alla figura di Eracle, Achille e/o Dioniso, nuove o più probabilmente repliche non necessariamente intere, perché le tre risultano figure mitologiche collegate alla discendenza di Alessandro Magno, perché esse furono soggetti teatrali frequenti ad Atene al tempo dello stesso Alessandro, e infine perché è documentato che il famoso attore Tessalo, su citato, fu protagonista dell’Achille di Astidamante II e dell’Achille di Evareto alle Grandi Dionisie del 341 a.C. [Vahtikari 2014, 112-113].
Sulla base della precisazione che di Licone di Scarfe Plutarco dica “mentre recitava, a teatro, con successo”, Vahtikari ha ipotizzato che le competizioni musicali questa volta si svolsero in un teatro od almeno in una struttura ad hoc, anche solo di tipo provvisorio [Vahtikari 2014, 103-104].
Non è possibile, invece, determinare né come vennero composti i cori né quali testi teatrali vennero messi in scena a Tiro. Si è però suggerito che i cori fossero composti da persone dell’esercito di Alessandro di educazione greca e quindi capaci di ballare o danzare all’occasione oppure che le opere teatrali fossero state messe in scena senza i cori stessi [Le Guen 2014, 266-267]. I testi, infine, si è suggerito che siano stati tragedie o commedie dedicate alla figura di Eracle, Achille e/o Dioniso, nuove o più probabilmente repliche non necessariamente intere, perché le tre risultano figure mitologiche collegate alla discendenza di Alessandro Magno, perché esse furono soggetti teatrali frequenti ad Atene al tempo dello stesso Alessandro, e infine perché è documentato che il famoso attore Tessalo, su citato, fu protagonista dell’Achille di Astidamante II e dell’Achille di Evareto alle Grandi Dionisie del 341 a.C. [Vahtikari 2014, 112-113].
[Bibliografia essenziale]
Edizioni e commenti: Plutarchi Vitae parallelae, vol. II.2: Philopoem et Titus Flamininus – Pelopidas et Marcellus – Alexander et Caesar, recognoverunt Cl. Lindskog et K. Ziegler, iterum recensuit K. Ziegler, editionem correctionem cum addendis curavit. H. Gärtner, Lipsiae 1994 (testo), 191; Plutarco, Alessandro, introduzione, traduzione e note di D. MAGNINO, Milano 1987, 104-107 (traduzione); Plutarch Lives: Demostens and Cicero; Alexander and Caesar, translated by P. PERRIN, Cambridge, Mass. 1919, 310-311 (traduzione); Plutarch, Alexander. A Commentary, by J. R. Hamilton, Oxford 1969, 75-76.
Studi: A. OLIVA, “Agoni sportivi e musicali nell’Anabasidi Arriano”, Nikephoros6, 1993, 93-104; W. HECKEL, Who’s Who in the Age of Alexander the Great. Prosopography of Alexander’s Empire, Malden, Mass. – Oxford – Carlton 2006; L. A. TRITLE, “Alexander and the Greeks. Artists and Soldiers, Friends and Enemies”, in Alexander the Great. A New History, ed. by W. Heckle and L. A. Tritle, Chichester 2009, 121-140; W. LINDSAY ADAMS, “Sport Spectacle and Society in Ancient Macedonia”, in A Companion to Sport and Spectacle in Greek and Roman Antiquity, ed. by P. Christesen and D. G. Kyle, Chichester (UK) 2014, 332-344; B. LE GUEN, “Theatre, Religion and Politics at Alexander’s Travelling Royal Court”, in Great Theatre in the Fourth Century B.C., ed. by E. CSAPO, H. Rupprecht Goette, J. R. Green, P. Wilson, Berlin – Boston 2014, 249-274; V. Vahtikari, Tragedy performances outside Athens in the late Fifth and the Fourth Centuries BC, Helsinki 2014.
[Parole chiave]
Alessandro Magno, Tiro, processione, agoni musicali, Dionisio, Dionisie, cori circolari, ditirambi, coregi, Nicocreo di Salamina, Pasicrate di Soli, attori, tragedie, Atenodoro, Tessalo, commedie, Licone di Scarfea
[Saulo Delle Donne]







